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Ultimo aggiornamento: 16/11/2011

Materiale elettrico

Le norme

  • Legge 18 ottobre 1977 n. 791 Attuazione della Direttiva del Consiglio delle Comunità europee n. 73/23/CEE relativa alla garanzia di sicurezza che deve possedere il materiale elettrico destinato ad essere utilizzato entro taluni limiti di tensione (G.U.R.I. n. 298 del 2.11.1977)
  • Decreto legislativo 25 novembre 1996 n. 626 - Attuazione della Direttiva 93/68/CEE in materia di marcatura CE del materiale elettrico destinato ad essere utilizzato entro taluni limiti di tensione (G.U.RI. n. 293 del 14.12.1996)
  • Decreto legislativo 31 luglio 1997 n. 277  Modificazioni al decreto legislativo 25 novembre 1996 n. 626, recante attuazione della Direttiva 93/68/CEE in materia di marcatura CE del materiale elettrico destinato ad essere utilizzato entro taluni limiti di tensione (G.U.R.I. n. 193 del 20.8.1997)
  • Decreto 31 dicembre 2002  Elenco riepilogativo, aggiornato dalla Commissione europea nel mese di marzo 2002, di norme armonizzate, adottate ai sensi dell'art. 3 della legge 18 ottobre 1977, 791, concernente l'attuazione della direttiva 73/23/CEE sulle garanzie di sicurezza che deve possedere il materiale elettrico destinato ad essere utilizzato entro certi limiti di tensione. (G.U.R.I. - supplemento ordinario alla G.U. n. 35 del 12.02.2003).

 

Definizione

 

Tutto il materiale elettrico "a bassa tensione" destinato ad essere utilizzato:

a) ad una tensione nominale compresa tra 50 e 1.000 Volt in corrente alternata,

b) e tra 75 e 1.500 Volt in corrente continua.

 

Esempi

  • Frigoriferi, congelatori e loro combinazioni.
  • Lavatrici, essiccatori e loro combinazioni.
  • Lavastoviglie
  • Forni
  • Scalda-acqua e serbatoi di acqua calda
  • Fonti di illuminazione
  • Condizionatori d'aria

 

Etichetta

 

E’ obbligatoria l’apposizione in maniera visibile, leggibile e indelebile, sul prodotto o sulla confezione che lo contiene di un’etichetta che deve riportare:

a) marcatura CE, la cui dimensione non può essere inferiore a 5 mm;

b) nome e/o ragione sociale e/o marchio del fabbricante;

c) indirizzo del fabbricante o del mandatario o del responsabile della immissione sul mercato;

d) il segno distintivo, il tipo di apparecchio ed il modello.

e) indicazioni relative alla potenza e tensione nominale, classe di isolamento e protezione, consumi di energia ed avvertenze d’uso e precauzioni.

 

 

Obblighi

 

Sono in capo al fabbricante/importatore ed al venditore.

Fabbricante importatore:

deve apporre la marcatura CE, assumendosi così la responsabilità che il prodotto elettrico sia conforme alle norme armonizzate;

deve conservare a disposizione dell’autorità di controllo la dichiarazione di conformità e la documentazione tecnica.

Venditore:

deve verificare la presenza della marcatura CE.

 

 

Vigilanza

 

La vigilanza compete al Ministero dello Sviluppo Economico, che la esercita attraverso le Camere di Commercio competenti per territorio.

 

 

Sanzioni

 

Salvo che il fatto costituisca reato, il fabbricante, il suo rappresentante stabilito nella Comunità o l'importatore che pongono in commercio il materiale elettrico senza il marchio CE o con marchio apposto irregolarmente sono puniti con una sanzione amministrativa del pagamento di una somma che varia da Euro 20,66 a Euro 123,95 per ogni pezzo. In ogni caso, il pagamento è pari ad una una somma non inferiore a Euro 10.329,14 e non superiore a Euro 61.974,83.

Salvo che il fatto costituisca reato, il venditore o l'installatore che vendono o installano il materiale elettrico non regolare sono puniti con una sanzione amministrativa del pagamento di una somma che va da Euro 20,66 a Euro 123,95 per ogni pezzo; in ogni caso la somma da pagare non è inferiore a Euro 774,69 e non è superiore a Euro 4.648,11.

La violazione degli obblighi di conservazione ed esibizione all'autorità di vigilanza della documentazione (vedi allegato III del decreto legislativo 626/96), è punita con una sanzione amministrativa del pagamento di una somma compresa fra Euro 5.164,57 e Euro 30.987,41.

In tali casi, l'autorità incaricata della vigilanza può disporre il temporaneo divieto di commercializzazione del prodotto, fino alla produzione della necessaria documentazione o fino all'accertamento della sua conformità e non pericolosità.

 

A CHI RIVOLGERSI

Area regolazione del mercato
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