Esprimi il tuo giudizio
Ultimo aggiornamento: 05/05/2014

La mediazione

La mediazione è un metodo di soluzione delle controversie che si definisce "alternativo" al rito processuale ordinario perché offre l'opportunità di dirimere una disputa insorta tra due o più soggetti, in via "amichevole" ossia avvalendosi dell'assistenza di un mediatore professionista che, in quanto indipendente ed imparziale, potrà meglio aiutarli a trovare un accordo di reciproca soddisfazione.

In Italia la mediazione è disciplinata, in modo organico, dal DLgs 28/2010 e s.m.i. (e relativo decreto di attuazione, dm 180/2010), il quale stabilisce che la procedura possa essere amministrata solo da Organismi di Mediazione iscritti nell'apposito Registro istituito presso il Ministero della Giustizia. La Camera di Commercio di Pordenone offre il servizio di mediazione attraverso l’associazione con Curia Mercatorum, Organismo iscritto al numero 23 del Registro ministeriale.

Il decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (decreto “del fare”, convertito in legge 9 agosto 2013 n. 98) ha ripristinato il procedimento di mediazione quale condizione di procedibilità della domanda giudiziale nelle materie elencate dall'articolo 5, comma 1 del d.lgs. 28/2010 (ad eccezione per il risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti).

In tal modo sono state riportate in vigore le disposizioni dichiarate incostituzionali con sentenza n. 272/2012 della Corte costituzionale e sono state introdotte altresì nuove norme.

La normativa distingue diversi tipi di mediazione

  • mediazione obbligatoria: in alcune materie la mediazione è condizione di procedibilità per l'avvio del processo. Si tratta di controversie in materia di:
    • diritti reali (es. distanze nelle costruzioni, usufrutto, servitù di passaggio, ecc.)
    • divisione
    • successioni ereditarie
    • patti di famiglia
    • locazione
    • comodato
    • affitto di aziende
    • risarcimento del danno da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità
    • contratti assicurativi, bancari e finanziari
    • condominio 
  • mediazione volontaria: su qualsiasi altra materia al di fuori di quelle previste all'art. 5, co. 1, d.lgs. 28/2010, la mediazione potrà sempre essere avviata dalle parti su base volontaria, sia prima che durante il processo qualora la vertenza abbia ad oggetto diritti disponibili
  • mediazione demandata dal giudice: il giudice, anche in sede di giudizio di appello, valutata la natura della causa, lo stato dell’istruzione e il comportamento delle parti, può disporre l’esperimento del procedimento di mediazione. In tal caso, l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale anche in sede di appello. 

In ogni caso la mediazione  è una opportunità che offre diversi vantaggi:

  • semplicità, perché la gestione del procedimento è caratterizzata dall’assenza di formalità (vedi anche sezione Procedimento);
  • rapidità dei tempi di soluzione, perché la procedura di mediazione si deve concludere, salvo diversa volontà espressa delle parti, entro 3 mesi dalla data di deposito della domanda;
  • costi contenuti e predeterminati, le spese di mediazione sono rapportate al valore della controversia e sono conoscibili fin dall’inizio, (vedi sezione Tariffe)
  • riservatezza della procedura (vedi sezione Regolamento e Codice Etico dei mediatori)
  • continuità dei rapporti tra le parti, non essendoci mai né vinti né vincitori
  • efficacia esecutiva, qualora l'accordo venga raggiunto, il relativo verbale può essere omologato, su istanza di parte, con decreto del Presidente del Tribunale; in questo caso ha valore di titolo esecutivo.
  • agevolazioni fiscali:
    1. tutti gli atti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall'imposta di bollo e da ogni altra spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie o natura. Il verbale di conciliazione sarà esente dall'imposta di registro sino all'importo di euro 50.000,00 
    2. in caso di successo della mediazione, le parti avranno diritto ad un credito d'imposta fino ad un massimo di euro 500,00 per il pagamento delle indennità complessivamente dovute all'organismo di mediazione. In caso di insuccesso della mediazione, il credito d'imposta è ridotto della metà.