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Ultimo aggiornamento: 15/06/2015

Imprese di facchinaggio

Legge 40 del 02.04.2007 – Art. 10 D. Lgs. 147/2012
Si intendono imprese di facchinaggio quelle che svolgono le attività, come di seguito indicate, anche con l'ausilio di mezzi meccanici o diversi, o con attrezzature tecnologiche, comprensive delle attività preliminari e complementari alla movimentazione delle merci e dei prodotti:

  • portabagagli
  • facchini e pesatori di mercati agro-alimentari
  • facchini degli scali ferroviari (compresa la presa e consegna dei carri)
  • facchini doganali
  • facchini generici
  • accompagnatori di bestiame
  • facchinaggio svolto nelle aree portuali da cooperative derivanti dalla trasformazione delle compagnie e gruppi portuali in base all'articolo 21 della legge 28 gennaio 1994 n. 84, e successive modificazioni ed integrazioni.

Le attività prese in considerazione dal regolamento sono esclusivamente quelle affidate in outsourcing ed esercitate quindi per conto terzi.
Le imprese sono tenute a presentare domanda di inizio attività all’Ufficio del Registro delle Imprese nella cui provincia è collocata la sede legale o all’Albo delle Imprese Artigiane della provincia ove è ubicata la sede operativa-artigiana presentando il modello di Segnalazione Certificata di Inizio attività (disponibile nella sezione modulistica – MREI29).
Le imprese stabilite in uno Stato membro dell’Unione Europea che intendono aprire sedi o unità locali sul territorio nazionale per svolgere l’attività di facchinaggio hanno titolo all’iscrizione nel Registro delle Imprese se sono in possesso dei requisiti prescritti dalla normativa dello Stato di provenienza, fatti salvi i requisiti previsti per l’inserimento nelle fasce di classificazione.

Attività non rientranti nella disciplina del facchinaggio
Insacco, pesatura, legatura, accatastamento e disaccatastamento, pressatura, imballaggio, gestione del ciclo logistico (magazzini, ovvero ordini in arrivo e partenza), pulizia magazzini e piazzali, depositi colli e bagagli, presa e consegna, recapiti in loco, selezione e cernita (con o senza incestamento) di carta da macero, prodotti ortofrutticoli, piume e materiali vari, prodotti derivanti dalla mattazione, scuoiatura, toelettatura, macellazione, abbattimento di piante destinate alla trasformazione in cellulosa, carta o simili insaccamento od imballaggio di carta da macero, prodotti ortofrutticoli, piume e materiali vari, prodotti derivanti dalla mattazione, scuoiatura, toelettatura, macellazione, abbattimento di piante destinate alla trasformazione in cellulosa, carta o simili – non rientrano nella definizione di facchinaggio quando sono esercitate autonomamente.
Qualora l’attività principale dell’impresa sia la spedizione, il trasloco, la logistica, il trasporto espresso, non viene applicata la normativa in questione.
Il Regolamento che disciplina le attività di facchinaggio non si applica ai pesatori pubblici.

REQUISITI PER L’ESERCIZIO DELL’ATTIVITÀ

Requisiti di capacità economico-finanziaria (art. 5 D.M. 221/03)
Non più richiesti: norma abrogata dall’articolo 10 del D. Lgs. 147/2012

Requisiti di onorabilità (art. 7 D.M. 221/03)
Devono essere posseduti da:

  • titolare di impresa individuale e l’institore o il direttore preposto all’esercizio dell’impresa, di un ramo di essa o di una sua sede;
  • tutti i soci di società in nome collettivo;
  • tutti i soci accomandatari di s.a.s. o di s.a.p.a.;
  • tutti gli amministratori di società di capitali e cooperative.

Ogni persona sopra indicata potrà autocertificare tali requisiti (utilizzando l’apposito modello Requisiti morali MREI21 disponibile nella sezione modulistica).
Ciò comporta l’assunzione di responsabilità penali in caso di dichiarazioni false o mendaci.

I requisiti di onorabilità previsti dall’art. 7 del decreto sono:

  • Salvo che sia intervenuta la riabilitazione, assenza di sentenza penale definitiva di condanna o mancanza di pendenza di procedimenti penali nei quali sia stata pronunciata sentenza di condanna per reati non colposi a pena detentiva superiore a tre anni;
  • Salvo che sia intervenuta la riabilitazione, assenza di sentenza penale passata in giudicato di condanna a pena detentiva per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina;
  • Mancata comminazione di pena accessoria dell’interdizione dall’esercizio di una professione o di un’arte, oppure dell’interdizione dagli uffici direttivi delle imprese;
  • Mancata applicazione di misure di prevenzione o misure di sicurezza di cui al Decreto Legislativo 6 settembre 2011, n. 159- Codice delle leggi antimafia;
  • Assenza di contravvenzioni non conciliabili in via amministrativa per violazioni di norme in materia di lavoro, di previdenza e di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali e, in particolare per le società cooperative, violazioni della Legge 142/01.

Perdita dei requisiti
Se l’impresa perde uno dei requisiti previsti dalla Legge 57/2001 e dal D.M. 221/2003 saranno avviate le procedure d’ufficio di rito.

Trasferimento della sede principale/operativa in altra provincia
In caso di trasferimento della sede principale/operativa in altra provincia, dato che le abilitazioni relative all’attività di facchinaggio hanno valore in tutto il territorio nazionale, l’impresa non deve ripresentare una nuova denuncia d’inizio attività ed attendere un ulteriore riconoscimento dei requisiti da parte dell’Ufficio Registro Imprese o della C.P.A. di arrivo, ma deve soltanto presentare il modello d’iscrizione e pagare i diritti relativi all’iscrizione. In questo caso l’attività trasferita deve essere la medesima.

FASCE DI CLASSIFICAZIONE
Le imprese di facchinaggio sono classificate in base al volume di affari, al netto dell’IVA, realizzato in media nell’ultimo triennio nello specifico settore di attività. Le fasce previste dal D.M. 221/03 sono le seguenti:

  • fascia inferiore a € 2.500.000,00
  • fascia da € 2.500.000,00 a € 10.000.000,00
  • fascia superiore a € 10.000.000,00.

Le disposizioni sulle fasce si applicano anche alle imprese stabilite in uno Stato membro della UE.

Iscrizione nella fascia
Le imprese di facchinaggio di nuova costituzione o con un periodo di attività inferiore al biennio sono inserite d’ufficio nella fascia iniziale.
Quelle attive da almeno due anni, accedono alle fasce di classificazione in base alla media del volume di affari di tale periodo al netto dell’IVA, presentando l’apposito modello corredato della documentazione prevista (elenco dei servizi eseguiti nel periodo di riferimento con l’indicazione per gli stessi dei compensi ricevuti sotto forma di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà – vedere modulistica MREI36).
E’ facoltativo comunicare la variazione positiva in una fascia superiore sebbene ne ricorrano i presupposti.
Le imprese non possono stipulare singoli contratti di importo annuale superiore a quello corrispondente alla fascia in cui sono rispettivamente inserite.

Variazione negativa
Qualora successivamente si verifichino i presupposti per la classificazione dell’impresa in una fascia inferiore a quella di appartenenza, deve essere presentata al Registro delle Imprese o all’Albo Imprese Artigiane la relativa denuncia di variazione, utilizzando l’apposito modello corredato della documentazione prevista (elenco dei servizi eseguiti nel periodo di riferimento con l’indicazione per gli stessi dei compensi ricevuti sotto forma di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, entro 30 giorni dal verificarsi della variazione) (modello MREI36).
Tale elenco non va presentato solo in caso di iscrizione nella prima fascia.

Sanzioni
L'esercizio delle attività di facchinaggio da parte di impresa non iscritta è punito con sanzioni amministrative stabilite dall’articolo 13 del DM 221/2003.

Cosa fare

Documentazione da presentare

Imprese Artigiane: all'Albo imprese Artigiane

  • Segnalazione Certificata di Inizio attività (MREI29) da allegare alla modulistica per l'iscrizione o la modifica all'Albo delle Imprese Artigiane.

Imprese Non Artigiane: al Registro delle Imprese

  • Società solo via telematica: Segnalazione Certificata di Inizio attività (MREI29) da allegare al Modello S5 o UL.
  • Imprese individuali solo via telematica:Segnalazione Certificata di Inizio attività (MREI29) da allegare al Mod. I1 o I2 o UL.

Costi (vedasi tabella diritti di segreteria del Registro Imprese o Albo Imprese Artigiane)