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Pavan all’assemblea di Unioncamere: comportamenti inammissibili | pagamenti sospesi in attesa di chiarimenti

01.11.17

Duro e deciso intervento del Presidente della CCIAA di Pordenone, Giovanni Pavan, all’assemblea di Unioncamere svoltasi ieri a Siracusa. Relazionando ai colleghi, infatti, Pavan - nel commentare il comportamento nei confronti di Pordenone nel contesto specifico del piano di razionalizzazione e riorganizzazione delle Camere di commercio, ha detto che “esso è risultato lontano da principi di correttezza e collaborazione, rispetto delle procedure e terzietà che Unioncamere dovrebbe avere nei confronti di chi contribuisce a finanziare l’ente con le quote associative”.

Pavan, ripercorrendo l’iter degli eventi, ha giudicato come inammissibile “la giustificazione di mero errore materiale con cui Unioncamere ha ritenuto di non allegare alla documentazione sottoposta in assemblea il 30 maggio la lettera della Regione che ribadiva la volontà di giungere ad un ente unico camerale in Friuli Venezia Giulia (inviata il 19 maggio), in linea con la posizione da sempre da noi sostenuta”. Al proposito il Presidente si è rivolto ai colleghi domandando loro, provocatoriamente, se tale atto sia stato frutto di “dimenticanza o volontarietà” aggiungendo anche che il piano di riforma “contiene informazioni non veritiere connesse alla riorganizzazione delle Aziende Speciali prontamente sollevate da Pordenone”. Secondo Pavan, infatti, sia il piano di Unioncamere, sia la relazione allegata al decreto ministeriale, motivano la mancata previsione di un’azienda speciale nell’accorpamento Pordenone-Udine, “scrivendo che esiste un percorso volontario di costituzione di una società in cui far confluire le aziende speciali, affermazione che ci trova allibiti tenuto conto che non esiste alcuna concertazione da parte della CCIAA di Pordenone”. La stessa modalità, sostiene Pavan, “con cui Unioncamere ha imposto un accorpamento coattivo fra Pordenone-Udine senza concertare con entrambi i territori una soluzione alternativa”.

In ragione di ciò, come peraltro deliberato in giunta lo scorso 26 settembre, Pavan ha annunciato “la sospensione dei pagamenti delle quote a favore di Unioncamere che resteranno tali in vista anche di chiarimenti in merito all’utilizzo dei fondi e all’esito del ricorso che la CCIAA di Pordenone ha presentato, contro il decreto ministeriale, al fine di tutelare quella volontà camerale che è risultata in linea con la Regione FVG, ma di cui Unioncamere ha disatteso e non tutelato in modo adeguato”.


Autore: Ufficio Stampa