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Ex convento gremito, cittadini e imprese al fianco della Cciaa e delle categorie per evitare l’accorpamento con la Cciaa di Udine

26.06.18

Cittadini e imprese di Pordenone e Provincia, sindaci, ordini professionali, hanno compreso, capito e, questo pomeriggio, all’ex Convento di San Francesco, si sono stretti attorno alla Camera di Commercio e alle Associazioni di Categoria che solo qualche giorno fa avevano lanciato, distribuito e affisso un appello per partecipare alla manifestazione indetta per questa sera alle 18, all’ex Convento di San Francesco, contro la deistituzionalizzazione della Destra Tagliamento.

Scampato il pericolo della perdita di Prefettura e Tribunale Fallimentare, trattenuti grazie a una prima mobilitazione trasversale e compatta - ma circoscritta agli stakeholders del territorio - è ora Camera di Commercio la protagonista della più grande attestazione di solidarietà nei confronti di un Ente pubblico che si ricordi a memoria, dilagata in un pomeriggio di fine giugno anche tra la gente e non solo ai cosiddetti portatori di interesse.

“Avevamo bisogno di tutti voi - ha detto il Presidente di CCIAA, Giovanni Pavan dentro un ex Convento gremito fino all’inverosimile - dobbiamo ostacolare ciò che altri vorrebbero accadesse. Manteniamo la nostra compattezza, stiamo proseguendo la battaglia nelle aule del Tar e del Consiglio di Stato. Ma, al di là di questo - ha aggiunto - c’è poco tempo ora si gioca una battaglia politica in favore del nostro Territorio, dobbiamo far sentire la voce di tutti i pordenonesi al governatore Fedriga che, quando è venuto a Pordenone, si è impegnato in prima persona”.

“Non ci sono state tante occasioni in cui Pordenone si è sentita Pordenone - ha detto Michelangelo Agrusti, Presidente di Unindustria - ma questa volta è andata diversamente, abbiamo guardato sinceramente e trasversalmente  all’interesse delle nostre terre, tutti i sindaci, tutti e cinquantuno hanno aderito. Non è una battaglia di campanile o di retroguardia, vogliamo che ciascun territorio abbia la propria dignità”. Ripercorrendo le tappe della vicenda sino all’emendamento Rosato, “il motivo per cui oggi il processo di costituzione della camera unica regionale non si è potuto realizzare così come noi abbiamo auspicato sin dal primo momento”, Agrusti ha detto che reclamare qualche vice presidenza “a noi non interessa” così come “non ci interessano i gettoni di presenza, al contrario di quello che avviene a Udine. Noi non siamo un problema ma una enorme risorsa per questa regione. A noi interessa che i territori vengano salvaguardati, non abbiamo attaccato nessuno, abbiamo difeso la nostra economia, la nostra cultura”.

“Dopo le province - ha detto Alessandro Ciriani, sindaco di Pordenone - si danno in pasto le camere di commercio, ma oggi discutiamo non solo e non tanto del ruolo di questo ente, bensì delle dignità e dei diritti che sono incarnati dalla stessa Cciaa. Ed a farlo, qui oggi, c’è rappresentato un intero territorio. Non è una partita di qualcuno ma di tutti noi uniti per evitare un’ingiustizia. Dobbiamo evitare che le lancette  della storia vengano riportate indietro di mezzo secolo... Il provvedimento che ha impedito la costituzione di una camera regionale unica (il riferimento è all’emendamento Rosato) ha il sapore sottile della cattiveria, un provvedimento antistorico e iniquo. Qui c’è in gioco la dignità di tutti noi”.

Bruno Malattia, componente il collegio patrocinante la Camera di Commercio al Tar nella sua lunga iniziativa avverso il decreto Calenda, ha informato che proprio ieri è stato presentato ricorso al Consiglio di Stato contro la mancata concessione della sospensiva al Tribunale Amministrativo laziale.


Autore: Ufficio stampa