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Cciaa di Pordenone ricorrerà' contro il decreto del Ministro Calenda

02.03.18

La Giunta Camerale, convocata in sessione straordinaria con la presenza dell’avv. Bruno Malattia, ha deciso di ricorrere al TAR del Lazio contro il Decreto del 18 febbraio 2018 con il quale il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ha nuovamente disposto l’accorpamento della Camera di Commercio di Pordenone a quella di Udine.

La Camera di Commercio di Pordenone aveva impugnato il precedente analogo Decreto del Ministro sostenendo che l’accorpamento era stato adottato senza che vi fosse stata una previa intesa con la nostra Regione e la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 261 del 13 dicembre 2017, per la stessa ragione, aveva dichiarato l’illegittimità di quel Decreto.
L’8 febbraio il Consiglio dei Ministri, in una delle ultime riunioni prima delle elezioni, aveva autorizzato il Ministro all'adozione di nuovo decreto sul presupposto che il Ministero dello Sviluppo Economico avesse più volte eseguito tentativi per addivenire ad un accordo con il FVG che consentisse l’intesa sul piano di riorganizzazione e riduzione del numero delle Camere di Commercio.
Nessun tentativo in tal senso invece, per quanto consta, è stato posto in essere e la Regione FVG nella conferenza Stato-Regioni aveva insistito per l’istituzione di un’unica Camera di Commercio regionale.
La Giunta, ritiene che il nuovo decreto eluda la decisione della Corte Costituzionale e non tenga in alcun conto le esigenze delle nostre categorie economiche. Oltre all'azione giudiziale la Giunta intende riconvocare le istituzioni territoriali e gli organi professionali perché vi possa essere una presa di posizione da parte di tutti a difesa degli interessi del nostro territorio che progressivamente viene spogliato da tutte le funzioni e gli uffici che caratterizzavano la Provincia e garantivano autonomia decisionale e posti di lavoro.
Il Presidente Giovanni Pavan ha affermato che la Regione a questo punto non dovrebbe rimanere inerte e che chi si propone di assumere il Governo del Friuli Venezia Giulia non dovrebbe sottrarsi a far valere in ogni sede e con la necessaria tempestività le ragioni della nostra autonomia speciale nei confronti dello Stato.


Autore: Ufficio Stampa