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Ultimo aggiornamento: 24/11/2015

PROCEDURA SEMPLIFICATA PER CERTIFICARE RICAMBI ED ACCESSORI

La procedura di seguito descritta ha la finalità di semplificare l’attribuzione dell’origine delle merci vendute come pezzi di ricambio.
Questo procedimento,
da considerarsi alternativo alla normale prassi di rilascio del certificato d’origine, sfrutta quanto previsto dall’art. 41 e successivi del Regolamento CEE n. 2454/1993 secondo il quale gli accessori, i pezzi di ricambio e gli utensili consegnati INSIEME ad una macchina, un apparecchio o un veicolo e facenti parte della sua normale attrezzatura SONO CONSIDERATI DELLA STESSA ORIGINE del materiale, della macchina, dell’apparecchio o del veicolo considerati”.

Viene quindi stabilita una PRESUNZIONE D’ORIGINE, purché sussistano due condizioni:

1) che l’origine sia necessaria per l'importazione nel paese di destinazione;

2) che l'impiego dei suddetti pezzi di ricambio
non ostacoli l'attribuzione dell'origine comunitaria o del paese di produzione del materiale, della macchina, dell'apparecchio o del veicolo.

Per comprendere meglio il campo d'applicazione è importante specificare cosa s’intende per:

a) «materiali, macchine, apparecchi oppure veicoli»
Sono le merci che figurano nelle sezioni XVI, XVII e XVIII della nomenclatura combinata, ovvero tutte le merci le cui prime due cifre del codice doganale sono comprese tra l’84 ed il 92.

b) «pezzi di ricambio essenziali»
Sono elementi in mancanza dei quali non può essere assicurato il buon funzionamento delle merci (indicate alla lettera a) precedentemente esportate; sono caratteristici di queste merci e sono destinati alla loro manutenzione normale e a sostituire pezzi della stessa specie danneggiati o resi inutilizzabili.


QUANDO UTILIZZARE LA PROCEDURA
 
La procedura semplificata può essere utilizzata nel caso sussistano due condizioni:

1) l’impresa che richiede il certificato d’origine produce il macchinario precedentemente esportato, ma non i ricambi.

2) la vendita dei ricambi non viene fatta contestualmente al macchinario.


COME COMPILARE IL CERTIFICATO D’ORIGINE

Il certificato deve riportare necessariamente le seguenti informazioni:

a) al punto 5 (Osservazioni) va menzionato il certificato che a suo tempo è stato richiesto per esportare la macchina/attrezzatura cui i ricambi fanno riferimento.

Esempio: ricambi relativi a macchinario precedentemente esportato con Certificato di Origine n.R/0343679 del 15.05.2014 (Spare parts for machinery previously exported with Certificate of origin n. R/0343679  dated 15.05.2014)


b)
al punto 6 (N° ordine, marche,…..) vanno menzionati:

- il numero e la tipologia dei colli;
- la descrizione della merce che si sta esportando
- la descrizione del macchinario/attrezzatura cui la merce si riferisce
- l’indicazione del codice doganale del macchinario precedentemente esportato

Esempio: Ruote dentate e telaio: ricambi per perforatrice a controllo numerico cod. doganale 84123456 - n. 5 pallets

c) nel Retro della copia ROSA

Dopo l’indicazione del Paese d’origine (che sarà la stessa del macchinario precedentemente esportato), sarà sufficiente inserire la seguente dicitura: Pezzi di ricambio relativi a macchinario precedentemente esportato in applicazione artt. 41 e seguenti del Reg. CE n. 2454/93.”


DOCUMENTI CHE SI DEVONO ALLEGARE AL CERTIFICATO D’ORIGINE

1) fattura di vendita della merce che si sta esportando;

2)  copia del certificato o dei certificati d’origine con i quali è stata precedentemente esportata la
macchina o l’apparecchio;

3) dichiarazione sostitutiva di atto notorio dell'interessato (vedi documenti sottostanti)

Documenti